I nostri Irish Whiskeys

UISCE BEATHA, acqua di vita: era il nome gaelico della bevanda che distillavano i monaci irlandesi già dal VI° secolo d.c. e che si può considerare la progenitrice degli attuali irish whiskey (gli irlandesi direbbero, forse non a torto, di tutti i whisky).La leggenda narra che essi appresero l'arte della distillazione in Oriente (dove era usata per la preparazione dei profumi) durante i loro viaggi per diffondere il cristianesimo. Una versione molto amata della leggenda vuole che il primo a cimentarsi con tale arte sia stato S.Patrizio.

L'"acqua di vite" si diffuse con il tempo in tutto il Paese grazie anche al fatto che l'Irlanda ha un clima umido ideale per la coltivazione dei cereali e in particolare dell'orzo, materia prima per la produzione di tale bevanda. Essa divenne nota con il nome di whisky. La corruzione della parola whisky in whiskey (termine che designa i whisky irlandesi) sarebbe da attribuire ai soldati di re Enrico II d'Inghilterra che fecero conoscenza con quel distillato allorchè invasero l'Irlanda, nel 11OO. Dal 1400 il distillato irlandese cominciò ad essere oggetto di legislazione e nell'Ottocento iniziò a formarsi gradualmente una vera e propria industria per la distillazione del whiskey.

Fino a 150 anni fa il whiskey era prodotto dal solo malto d'orzo. In quel periodo fu però introdotta una tassa sul malto che fece sì che da allora i distillatori irlandesi riducessero la presenza di questa materia e in compenso optassero per l'aggiunta di una parte d'orzo non maltato. La proporzione tradizionale tra i due ingredienti oscilla tra 40-60 e 20-80. L'essicazione del malto avviene in forni chiusi e non su fuochi di torba (come accade per gli scotch) cosa che garantisce la totale assenza di qualsiasi accento di affumicato nel prodotto finale. Il mosto di malto d'orzo e d'orzo "grezzo" viene poi tradizionalmente distillato in grossi alambicchi di rame.

La loro grandezza e forme caratteristiche giocano sicuramente un ruolo nel determinare il sapore del distillato . La distillazione viene ripetuta tre volte. E' un procedimento che, sebbene non esclusivo dell'Irlanda, è sicuramente insolito trovare nel resto del mondo.I maggiori distillatori irlandesi rimasero fedeli per quasi tutta la metà del XX secolo al whiskey prodotto con solo malto e orzo non maltato, un whiskey profumato, rotondo e con grande corpo (in Irlanda è noto con il nome di "post still whiskey" ossia whiskey d'alambicco).

Tuttavia per andare incontro ai "timorosi" palati stranieri decisero poi di attenuare la pienezza del loro prodotto aggiungendo una certa percentuale di distillato di altri cereali più leggero e meno corposo al whiskey d'alambicco. Oggi tutti i whisky irlandesi più famosi contengono una percentuale di distillato di cereali diversi dall'orzo e questo tanto per il mercato estero che per quello interno.Siccome il whisky irlandese è distillato tre volte, esce dall'alambicco con un elevato contenuto alcolico e, come tutti i distillati, per diventare bevibile deve essere diluito.

Tutti i whiskeis irlandesi sono commercializzati con una gradazione alcolica che varia tra i 40° e i 43°. Il periodo di invecchiamento della maggior parte di essi va dai cinque ai dieci anni.Il whiskey, insieme alla birra stout, è la bevanda nazionale irlandese. Nei pub d'Irlanda è solitamente servito liscio, senza ghiaccio, ma con un po' d'acqua a parte, cosicchè il cliente possa farsi la diluizione preferita, raramente più di metà e metà. L'acqua può fungere anche da accompagnamento o da provvidenziale ammazza-whiskey.